Le vacanze natalizie, croce e delizia di ogni studente universitario.

Il fatidico terno dell’ingrasso si è finalmente concluso: Vigilia, Natale e Santo Stefano hanno mietuto più vittime dell’ISIS. Rassegnatevi, il capretto con le patate al forno della nonna è troppo affezionato alle vostre pareti intestinali per abbandonarvi, dovrete conviverci per qualche altro giorno e no, sei fette di cassata e due cannoli prima e dopo i pasti non vi aiutano a digerirlo.

Fidatevi, parlo per esperienza. Comincia l’anno accademico e la prima mossa di uno studente è quella di prendere visione del calendario didattico. Per stilare un accurato piano di studio e attuare una suddivisione giornaliera del lavoro in vista degli esami?
…Certo, come no.

Lo fa per vedere quando finiscono le lezioni e cominciano le tanto agognate vacanze di Natale perché, diciamocelo pure, siamo già stanchi ancor prima di cominciare.

 

L’entusiasmo iniziale ci fa ben sopportare le prime due settimane di lezioni, quelle nelle quali non si fa ancora minimamente accenno agli esami o alle eventuali prove in itinere, dove i professori riescono a mantenere un’apprezzabile soglia di sopportazioni alle boiate sparate in aula e il carico di lavoro ti sembra sopportabile.
Superate queste due settimane comincia il lento declino che ti porterà ad arrivare a casa in preda alla disperazione, afferrare un pennarello rosso e cominciare un inarrestabile countdown a colpi di gigantesche X sul calendario.

 

Comincerai a contare le ore e i minuti che ti separano dal cotechino della Vigilia, quando finalmente in panciolle potrai rilassarti e ingrassare come se non ci fosse un domani.. ..e studiare. Tra lacrime, sudore e sangue riesci ad arrivare finalmente al 23 Dicembre. Sei un groviglio di nervi e tic ma sei ancora vivo. Se sei uno studente pendolare le vacanze, per quanto rigeneranti, non saranno mai bramate come lo sono dai fuori sede. Ma i più bisognosi sono le matricole fuori sede.
Loro, poverini, armati di sogni e speranze abbandonano il loro “natio borgo selvaggio” alla conquista dell’università. Lontani anni luce dai propri affetti sono comunque eccitati all’idea di vivere da soli. Si ricrederanno dopo un mese quando, terminato l’ultimo scatolone confezionato dalla nonna a base di lasagne e peperonata, cominceranno a nutrirsi di cibi precotti che sanno di cartone, acqua di rubinetto e tonno in scatola, loro vero e unico amico. Rientrano in paese deperiti, ma passate due ore hanno già lo stomaco pieno e le orecchie sanguinanti: le vacanze di Natale sono ufficialmente cominciate.

 

“Qualche giorno d’assestamento e poi ti metti sotto a studiare.
Hai cinque esami a Gennaio, non puoi permetterti il lusso di oziare.”
Non esiste studente che non abbia proferito queste parole. Non esiste studente che abbia fatto quanto ha detto. Come Zeno e la sua ultima sigaretta anche tu sceglierai di iniziare a studiare in data significativa: sceglierai giorno 01\01 perché “con l’anno nuovo si cambia vita”.

Ma le vacanze di Natale non perdonano: trascorreranno dapprima lente, scandite solo dalla pausa tra un pasto ed un altro e poi sempre più veloci fino a ritrovarti al 04/01 che stai smaltendo ancora la sbornia di Capodanno.

 

Non ci sarà più distinzione tra giorno e notte visto che andrai a letto alle 04.30 e ti sveglierai alle 14.00 per due intere settimane.
Dal 23\12 al 06\01 avrai ingurgitato tanto di quel cibo da avere la nausea anche solo vedendo Carlo Cracco in tv e come Neo in Matrix avrai imparato a schivare le domande scomode di tutti i parenti, domande che vanno da “E la fidanzatina dov’è?” a “Quanti esami mancano alla laurea?” (poco importa che tu sia solo al primo semestre del primo anno).
Le pagine studiate saranno un quarto di quelle che ti eri prefissato di leggere ma tu imparai dai tuoi errori e ti rassicuri che “Al secondo semestre, durante le vacanze di Pasqua, tutto sarà diverso”
..Certo, come no.
Vincenzo Faddetta per la rubrica pausa caffè 
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