E tu come pensi di superare l’esame?

La sessione d’esami è alle porte, gli intensivi programmi di studio pianificati durante le vacanze non sono stati, tanto per cambiare, rispettati, la mole di materiale da leggere, schematizzare, ripetere è troppo gravosa e in preda alla confusione non sai più dove sbattere la testa. Se sei un vero studente universitario ti sarai già immedesimato in quanto scritto sopra e i tuoi livelli di ansia avranno raggiunto i massimi storici.

 

Le hai provate tutte: doppi caffè, tripli caffè, scotch sulle palpebre, colla sulla sedia, collega secchione che ti punta la pistola alla testa e che minaccia di premere il grilletto ogni volta che ti distrai, ti sei fatto murare vivo in camera tua ma niente, per quanto consapevole di essere con l’acqua alla gola è troppo piacevole sguazzarci dentro piuttosto che uscirne. Troppo piacevole o troppo comodo? Già, la pigrizia ci mangia vivi e ci ripetiamo che c’è ancora tempo. Ma quando il tempo è davvero finito e ti rimangono ancora tre blocchi di slides da leggere, che fai? Io credo di averle provate e viste di ogni tipo:

 

- Ordine massiccio di ceri da accendere in segno di devozione a San Giuseppe da Copertino. Si ripete la famosa filastrocca alla sera e alla mattina, prima e dopo i pasti e persino sotto la doccia. Gli effetti non sono garantiti ma almeno ti sarai guadagnato un posto in paradiso.

 

- Suppliche mandate tramite e mail ai docenti in questione, stalkerandoli anche in piena notte nel vano tentativo di posticipare un esame fissato durante il primo giorno di lezione. Ci si inventa le scuse più assurde per giustificare la richiesta: dalla prozia morta (poveretta, muore 4 volte l’anno) all’incidente al quale siamo miracolosamente scampati ma che comunque ci ha turbati al punto da impedirci di studiare.

 

- Sperare che i tuoi genitori ti abbiano nascosto di avere un gemello intelligentissimo e di mandarlo a sostenere l’esame al posto tuo. – Fioretti, digiuni e pellegrinaggi presso i santuari locali, giurando che se sta volta la fai franca da domani studierai giorno e notte. (se, papperò)

 

- Indossare amuleti improponibili come zampe di conigli al posto degli orecchini, ferri di cavallo al posto delle collane e cornetti rossi nel taschino, bruciare incensi vari per tutta la stanza tanto da trasformarla in un bazar indiano, ballare nudi sotto il plenilunio e rischiare una querela per atti osceni in luogo pubblico o invocare calamità naturali per impedire lo svolgimento dell’esame. Insomma, le provi tutte ma proprio tutte tranne STUDIARE.

 

L’epilogo è più o meno sempre lo stesso: convochi i tuoi colleghi, inguaiati quanto te, discutete del vostro stato d’ansia facendolo aggravare. Qualcuno tenterà di buttarsi giù dal quarto piano, qualche altro si sbronzerà come non mai e altri ridono, ridono fino alle lacrime per la disperazione. Tra loro ci sarà pure qualche imbroglione che poi è pure preparato e si dispera solo per compagnia (la pagherà cara dopo aver annunciato il suo 30 e lode). E tu cosa pensi di fare?

Vincenzo Faddetta per la rubrica Pausa Caffè  
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