L’università diventa passerella: dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei

L’università ti insegna anche che, a volte, l’abito fa il monaco. Dunque, dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei. Guardatevi intorno, li riconoscete?

 

-La provocante: La guardi e ti chiedi subito che fine abbia fatto il resto della maglietta. Seno prorompente usato per convincere il collega, frastornato da cotanta magnificenza, a correre al bar e fare 6h di fila per prenderle il caffè. Pantaloni aderentissimi con tanga zebrato che fa capolino ogni volta che “accidentalmente” si china per raccogliere la penna che “accidentalmente” le è caduta. Si trucca con un fucile o immergendo completamente la testa dentro la pochette e quello che esce, esce. Eterno tributo a Moira Orfei insomma. Zatteroni che manco le Spice Girls negli anni ’90 e si esce a raccattare 30 e lode.
-L’impeccabile: Fermaglio abbinato alla montatura degli occhiali che è abbinata al reggiseno che, a sua volta, è abbinato alle stringhe delle scarpe. Non ha un capello fuori posto, eyeliner disegnato col compasso, smalto che nemmeno il migliore indoratore avrebbe potuto fare di meglio. Suscita l’invidia di tutti perché proprio te lo chiedi come cazzo fa a presentarsi così alle 08.00 AM quando tu, invece, sembri la piccola fiammiferaia che ha avuto una brutta giornata. Il suo segreto? Sveglia rigorosamente puntata alle 04.00 AM ed è ormai talmente tanto abituata a questa routine che fa tutto da sonnambula.

-Total black: Tinta dei capelli? Nero di seppia, grazie. I soggetti in questione ammettono che abbandoneranno l’uso di abiti neri solo quando avranno inventato un colore più scuro. Quando decidono di sbizzarrirsi e destare stupore decidono di abbandonare il nero in favore del grigio…scuro.

 

 

-Life in colors: Li riconosci subito, sono quelli che sembrano usciti da La Fabbrica di Cioccolato. Abiti tessuti utilizzando le stoffe più disparate, i colori più accesi, le fantasie più bizzarre. Quando non trovano in negozio quello che fa per loro? Bé, sono capaci di sventrare divani e poltrone delle nonne e cucirsi abiti su misura. Si ritrovano così pieni di vestiti sgargianti e con una nonna che non sa più dove sedersi per guardare Cento Vetrine.

 

-I Surfisti: Nebbia, fulmini, pioggia e grandine non scompongono i loro animi e li vedrete sempre in t-shirt, bermuda ed infradito. Ti trovi seduto al bar dell’università in compagnia dei pinguini e loro, imperturbabili, ti guardano e ti dicono “Oh, ma oggi fa proprio caldo!” e tu, battendo i denti, li mandi a cagare. -I trasgressivi: Loro la moda non vogliono proprio seguirla e come azioni di protesta si tingono i capelli di verde sedano o indaco, bucano ogni centimetro di pelle non ancora tatuata con piercing inverosimili a forma di scalpello, anello taurino, batacchio quattrocentesco e via discorrendo. Vogliono distinguersi dalla massa ma non si rendono proprio conto che essere alternativi è il nuovo modo di conformarsi.

 

-Gli intellettualoidi: hanno 17/10 di vista e si ostinano ad utilizzare gli occhiali. Più grandi sono e più si sentono intelligenti. Sciarpe grandi quanto l’Alabama in ogni stagione, abiti sobri e capaci di parlare solo di macroeconomia e di gruppi musicali di nicchia ma tanto di nicchia che li conoscono solo loro.

 

-I tronisti: Maria De Filippi ha creato una generazione di individui che ha dimenticato l’esistenza di camicie che si abbottonano frontalmente e pantaloni che non hanno il cavallo sotto i talloni. Risvoltini perenni che ti spingono a chiederti se abbiano la cucina allagata e utilizzano le catene delle bici come collane.

 

-I modaioli: Il loro credo è scritto su Vanity Fair, Gucci è il loro Dio ed i centri commerciali sono l’inferno. Sembrano usciti da Capitol City di Hunger Games. Se per te esistono solo i colori primari loro sapranno invece elencarti 784 diverse tonalità di azzurro. Informati sulle ultime tendenze come ad esempio “Farsi la ceretta utilizzando le candele rimaste dal Natale del ’98″ oppure “Salvare la foresta equatoriale con l’utilizzo dei Collant”.

 

..e poi ci sei anche tu, che a stento ti pettini e indossi le prime cose che trovi nell’armadio. Occhio, potresti ritrovarti con la gonna di tua sorella e il piumone come scialle.

Vincenzo Faddetta per la rubrica Pausa-Caffè

 
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