6 metodi di NON studio universitario. Tu quale usi?

E tu come NON studi?

Durante gli anni trascorsi all’università spenderai più soldi per gli evidenziatori che per le tasse universitarie. Arriverai al punto di preferire una nota audio su whatsapp di 4 minuti della tua amica lamentosa che ti racconta di quanto il suo ragazzo sia idiota a non aver notato che ha tagliato la frangetta di 0.134 millimetri piuttosto che la tua voce in fase di ripetizione. Impiegherai così tanto tempo per trovare un modo efficace di copiare allo scritto di Analisi che se lo stesso lo avessi impiegato a studiare, avresti potuto prendere un dottorato in astrofisica.

Ho avuto modo di osservare diversi colleghi:

- L’evidenziatore fuori controllo: comincia la materia prefissandosi un articolato sistema di colori sgargianti per differenziare i concetti chiave dai titoli dei capitoli dalle espressioni tra parentesi e dalle note. Alla fine il libro sembrerà l’album da colorare di Peppa Pig e, grazie alle 50 sfumature di…giallo fluorescente utilizzate, il libro catarifrangente sarà visibile a km di distanza.

- Il sintetico: è capace di riassumere un’intera enciclopedia in quattro parole. Gli elaborati saranno così incomprensibili che per risalire alla materia di riferimento bisognerà convocare una commissione d’inchiesta.

- L’accumulatore compulsivo: troppa ansia mista a troppa voglia di fare lo porteranno alla ricerca di tutto il materiale pubblicato, e non, che riguarda la materia oggetto di studio. Si troverà sommerso da testi in programma, appunti presi a lezione, appunti di colleghi che hanno già sostenuto la materia, slides trovate sul web, papiri egizi e antiche pergamene sumere. Arriverà all’esame più confuso che persuaso.

- Il ripetitore automatico: capace di recitare l’intero codice civile per ben quattro volte prima dell’esame. Ripete davanti lo specchio, mentre guida, sotto la doccia o in palestra. Non si rende nemmeno conto di quello che dice: lui ripete e basta. Ripete anche l’indice ed il glossario. Ripete camminando e a fine ripetizione avrà i polpacci di Pantani e avrà percorso una distanza pari a quella che intercorre tra Roma e Bangkok. Arriverà all’esame con la gola più secca del deserto del Sahara con un odio verso la sua voce che lo indurrà a farsi un doppio nodo alla lingua pur di non ascoltarsi più.

- Lo sbobbinatore: registra ogni lezione che poi ricopia in maniera pedissequa in quaderni così ordinati da sembrare inquietanti. Trascrive tutto, anche le chiamate che il professore riceve durante le lezioni.

- Lo stratega: passa tutto il periodo prima dell’esame ad escogitare modi per superare l’esame con il minimo sforzo. Si presenterà alla prova scritta con l’intero manuale tatuato sui polsi e i polpacci e doppia cartuccera alla vita che manco il cacciatore di Biancaneve.

E tu che metodo di studio hai?

Per la rubrica “Pausa Caffè” curata da Vincenzo Faddetta 
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